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Da Ferrari 308 a De Tomaso Pantera: la scelta di un collezionista appassionato

Da Ferrari 308 a De Tomaso Pantera: la scelta di un collezionista appassionato

Scuderia 76 - DealerMax
Da Ferrari 308 a De Tomaso Pantera: la scelta di un collezionista appassionato

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La decisione di vendere una Ferrari 308 per acquistare una De Tomaso Pantera potrebbe apparire sorprendente a molti appassionati di auto sportive. Tuttavia, Jack Pegoraro, un collezionista esperto, ha scelto di intraprendere questo percorso, spinto dalla ricerca di un'esperienza di guida unica e da una personalità automobilistica che lo ha colpito profondamente.

La De Tomaso Pantera, con il suo design distintivo e le sue caratteristiche peculiari, rappresenta un incontro tra l'estetica italiana degli anni Settanta e la robustezza delle muscle car americane. Creata dall'imprenditore argentino Alejandro De Tomaso e progettata da Tom Tjaarda, la Pantera si distingue per le sue linee aggressive e la sua presenza scenica, che hanno colpito Pegoraro al punto da convincerlo a cambiare direzione nella sua collezione.

Durante il restauro della Pantera, Pegoraro ha optato per una verniciatura audace in Lime Green, una tonalità rara disponibile solo nei primi anni di produzione. Questa scelta ha reso la sua vettura ancora più esclusiva e rappresentativa della personalità che il collezionista cercava. La Pantera, con il suo aspetto muscoloso, sembra pronta a scattare, un elemento che ha catturato l'immaginazione di Pegoraro e che ha giocato un ruolo cruciale nella sua decisione di acquisto.

Il motore della Pantera, un V8 Ford Cleveland da 5,8 litri, è un altro aspetto che ha attratto Pegoraro. Con una potenza che è stata elevata a circa 420 CV grazie a vari interventi tecnici, il propulsore offre prestazioni elevate, rendendo l'esperienza di guida emozionante. Pegoraro ha notato che, nonostante la potenza, le accelerazioni possono risultare difficili da gestire, il che sottolinea il carattere vivace e reattivo della vettura.

Il restauro della Pantera non è stato privo di sfide. Ci sono voluti quasi tre anni di lavoro e un significativo investimento per riportare la vettura nelle condizioni desiderate. Tra le spese più rilevanti, spiccano i rari scarichi Ansa, che hanno avuto un costo di circa 3.000 euro. Nonostante le difficoltà, Pegoraro ha continuato a lavorare sulla Pantera, dimostrando una dedizione che va oltre il semplice possesso di un’auto.

Tuttavia, la Pantera presenta anche alcune problematiche tipiche delle sportive dell’epoca, come un consumo di carburante elevato, che varia tra i 24 e i 29 litri ogni 100 chilometri. Questo aspetto potrebbe risultare scoraggiante per molti automobilisti moderni, ma per Pegoraro è un inconveniente accettabile in cambio delle emozioni che la Pantera riesce a trasmettere.

Un altro aspetto critico della Pantera è l'ergonomia. Pegoraro, con un'altezza di circa 1,83 metri, ha riscontrato che la posizione di guida è poco confortevole, con la testa in contatto con il tetto e sedili che tendono a diventare scomodi nel tempo. Nonostante questi difetti, il collezionista continua ad apprezzare profondamente la sua auto, riconoscendo che spesso è l’imperfezione a conferire un carattere speciale a un veicolo.

In conclusione, la storia di Jack Pegoraro e della sua De Tomaso Pantera evidenzia come l'amore per le automobili possa trascendere il prestigio e il valore di mercato. La Pantera, pur essendo meno raffinata e più problematica di una Ferrari 308, ha saputo conquistare il cuore del collezionista grazie alla sua personalità unica e alle emozioni che riesce a suscitare. La scelta di Pegoraro è un chiaro esempio di come la passione automobilistica possa guidare decisioni inaspettate, portando a scoprire gioielli che, per quanto imperfetti, lasciano un segno indelebile.

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